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La prima volta con una dominatrice professionista

Dalla fantasia alla pratica

La dominatrice Gratia Plena spiega nel dettaglio come funziona la prima volta in un Dungeon. Dalla scelta della dominatrice, al primo contatto, alla comunicazione per preparare l'incontro.

VIDEO: Gratia Plena spiega come funziona la prima volta

Un'esperienza nel Dungeon

I luoghi del bdsm sono misteriosi e pieni di fascino. A molti piacerebbe trasformarsi in una mosca curiosa e inseguire quel distinto gentleman che si reca nello studio della sua Mistress per vedere con i loro occhi cosa accade davvero, ma tutto quello che viene raccontato ed intrapreso all’interno di un Dungeon resterà sempre tra le mura di esso, poiché la discrezione e la salvaguardia della privacy in questo mondo vengono al primo posto e qualunque dominatrice seria e credibile non comprometterebbe mai la sua reputazione rivelando quanto di più intimo le viene riferito.

Con questo articolo, è mio desiderio suggerirvi l’approccio corretto per un buon biglietto da visita qualora doveste decidere di avere un’esperienza di dominazione nello studio di una Prodomme (dominatrice professionista), singolarmente oppure in coppia, e rivelarvi alcuni trucchi per prevenire situazioni spiacevoli dovute alla mancanza di esperienza.


La prima volta con una dominatrice professionista
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Sull'autrice:

Gratia Plena è una dominatrice milanese, designer, performer e latex model.

Attiva da dieci anni nella scena BDSM italiana dopo aver spaziato in molti ambienti della sessualità insolita, aiuta le persone a vivere Esperienze uniche e speciali.

Visita il suo sito per saperne di più!

 
 

La scelta e l’importanza della prima comunicazione

Come scegliere la dominatrice? Con molta calma e pazienza. Prendetevi il tempo necessario per fare ricerca e non lasciatevi prendere la mano dalla pulsione del momento. Scremate i profili che vi sembrano improvvisati e poco affini già dalla presentazione, conservate invece quelli che vi hanno maggiormente colpito per il loro contenuto e affidabilità. Informatevi il più possibile sulla dominatrice, cercate di capire se frequenta anche la scena bdsm, se è un nome conosciuto, fatevi un’idea della sua persona leggendo quello che scrive, non basatevi esclusivamente sulla sua filmografia poiché i video non corrispondono mai alle sessioni reali per struttura e dinamica.

Le parole, i modi e la forma che si scelgono parlano di voi e dicono chi siete.

Una volta individuata la dominatrice che sembra fare al caso vostro, non trascurate mai la prima comunicazione, che avvenga con una mail o con una chiamata. Le parole, i modi e la forma che si scelgono parlano di voi e dicono chi siete. La dominatrice accorderà l’esperienza solo se anche voi farete al caso suo.

Come approcciarsi: alcuni suggerimenti

  • E’ bene rivolgersi alla dominatrice come a ogni altro professionista, in modo rispettoso e formale: nessuno contatta un medico esordendo con “ciao come va?”. La dominatrice non è una vostra amica, è la professionista a cui avete deciso di affidare la pelle.

  • Limitarsi a vedere qualche sua foto e passare istintivamente al suo contatto senza aver visitato attentamente il suo sito web o la sua presentazione è quanto di più pigro e poco rispettoso vi possa venire in mente. Una dominatrice seria ha un sito ben strutturato con una sezione dedicata al tipo di giochi che predilige e si aspetta da voi un colloquio conoscitivo consapevole, maturo ed efficace.

  • La dominatrice non vi conosce, non sa nulla di voi e anche per lei sarà sempre la prima volta, poiché le persone e i loro desideri più reconditi sono tutti diversi e non esiste una sessione di dominazione standard adatta a tutti i neofiti, ma tutto sarà strutturato in base alle informazioni che voi darete.

  • Una chiamata conoscitiva rigorosamente con numero visibile a un orario consono, oppure una mail di presentazione chiara e concisa dove raccontate chi siete e quali sono i vostri principali interessi, senza toni reverenziali e poco credibili, è il modo più serio per accordare un’esperienza di dominazione.

La prima volta con una dominatrice professionista
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La negoziazione

Fino ad ora vi ho solo parlato di come presentarsi. Adesso è giunto il momento di comunicare le vostre preferenze e, soprattutto, i vostri limiti. Anche se siete neofiti e non avete mai avuto esperienza pratica, di sicuro avrete delle fantasie precise, vi sarete immaginati uno scenario particolare con la sua estetica, i suoi indumenti, il suo odore e i suoi strumenti.

  • Avrete viaggiato lontano con la mente e fatto abbastanza strada da trovare il coraggio di affidarvi a qualcuno per la prima volta. Comunicate le vostre preferenze in modo efficace, per capire se coincidono anche con i gusti della dominatrice ma senza scendere nei dettagli per non togliere spazio all’effetto sorpresa.

  • Se con le preferenze possiamo permetterci di essere generici per evitare la detestata lista della spesa, con i propri limiti occorre invece essere cristallini. Ci saranno alcuni limiti superabili con la conoscenza e la giusta intesa e altri inviolabili, che vanno rispettati. Tutti hanno dei limiti e, personalmente, ho sempre evitato di avere che fare con chi sostiene di non averne. Ad esempio, se non potete avere segni sul corpo per mille ragioni, è bene comunicarlo prima di arrivare al punto di non poter più tornare indietro perché ormai il livido è già spuntato e dovrete sottostare ai suoi tempi di riassorbimento.

  • È importantissimo comunicare eventuali problemi di salute, invalidità o patologie. Non commettete mai l’errore di tralasciare se siete cardiopatici, se soffrite di epilessia, se avete avuto interventi recenti e fate fatica a mantenere certe posizioni, se siete soliti soffrire di attacchi di panico o sbalzi di pressione, riferite qualsiasi problema possa compromettere la vostra salute o la reciproca sicurezza e tutela. Ridurre i rischi è doveroso da parte di entrambi e, in alcuni casi, la rinuncia risulta essere l’opzione più saggia. Se, ad esempio, siete portatori di pacemaker non potete assolutamente fare electroplay anche se siete soliti buttarvi dal paracadute ogni fine settimana!

  • Evitate di essere inopportuni. Una dominatrice non è una escort e si aspetta che a voi sia molto chiara questa differenza prima di contattarla. E’ assolutamente lecito far presente che non vi sentite a vostro agio con un atteggiamento freddo e distaccato, ma che preferite un approccio più accogliente e premuroso, magari anche con del contatto fisico, ma domandare alla dominatrice se offre prestazioni sessuali è una domanda inopportuna e offensiva.

  • Dopo aver discusso e chiarito su tutti questi aspetti, la dominatrice vi informerà sul suo omaggio stabilito in base al tempo che vi dedica, alla sua esperienza, alle vostre richieste, all’eventuale materiale da utilizzare e allo studio da adibire e predisporre per ricevervi al meglio. Vi consiglio di non negoziare mai sull’omaggio. Fare sadomaso non è un bene di prima necessità.

Se desiderate vivere un’esperienza di dominazione di alto livello all’interno di uno studio dotato di attrezzatura ricercata, dove ogni dettaglio non è mai lasciato al caso, ma fa parte di un insieme ben definito, studiato e strutturato e, magari, per completare il vostro sogno, avete anche richiesto un outfit full latex da mezz’ora di vestizione, mettete in conto che tutto questo ha delle spese organizzative e di gestione non proprio alla portata di tutti.

Presentatevi puntuali il giorno e l’ora della sessione, avvertite per tempo se dovessero esserci ritardi da parte vostra o eventuali rimandi: a nessuno piace vedere perso il proprio tempo.

Quello che poi succede una volta varcata la soglia del Dungeon è preferibile lasciarlo all’immaginazione, poiché ogni gemito o lacrima procurati per punizione, per premio o semplicemente perché “così mi andava”, rappresentano qualcosa che non si può veramente descrivere, come non si può veramente descrivere la musica.

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